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Le istruzioni d’uso possono variare a seconda del tipo di prodotto e sono sempre riportate sull’etichetta. Per assicurare il massimo livello di prestazioni del dispositivo, è fondamentale seguire attentamente le indicazioni fornite.
Nella scelta dei guanti, e importante valutare attentamente le seguenti caratteristiche:
Si tratta di materie prime con punti di forza diversi tra loro: Lattice: guanti realizzati con gomma naturale antibatterica ricercati per l’elevata sensibilità tattile, l’ottima elasticità ed aderenza che garantiscono un utilizzo confortevole. Nitrile: guanti realizzati in gomma sintetica nati come alternativa per tutti i soggetti allergici al lattice che necessitano di un prodotto resistente e confortevole. Vinile: guanti realizzati con materie prime sintetiche. Sono una valida alternativa per soggetti allergici al lattice che cercano un prodotto con il giusto rapporto qualità / prezzo.
L’acronimo AQL, che sta per “Acceptable Quality Level” (in italiano: Livello di Qualità Accettabile), rappresenta un indice fondamentale per garantire la qualità del prodotto. Esso indica il livello accettabile di difetti o imperfezioni che possono essere presenti in un lotto di prodotti senza comprometterne la qualità complessiva. In altre parole, LAQL stabilisce un limite tollerabile per i difetti, permettendo di valutare e controllare la qualità del prodotto in modo obiettivo e conforme agli standard di qualità prefissati.
Si tratta di acronimi che indicano il materiale di cui è composto un prodotto; nello specifico:
Per ambienti sanitari è importante scegliere guanti che offrano massima protezione e comfort, riducendo il rischio di contaminazioni. I guanti in nitrile sono oggi la scelta più diffusa perché ipoallergenici e resistenti a sostanze chimiche, fluidi biologici e perforazioni. Per procedure chirurgiche o attività ad alto rischio, si preferiscono guanti sterili confezionati singolarmente, mentre per attività di routine vanno bene i guanti non sterili ma certificati per uso medico. Il lattice garantisce ottima sensibilità tattile, ma va usato con cautela in caso di allergie
I guanti monouso hanno una data di scadenza (di solito 3-5 anni dalla produzione) riportata sulla confezione. Per mantenerne la qualità, devono essere conservati in luoghi freschi, asciutti e lontani dalla luce diretta del sole. Il calore, l’umidità eccessiva o il contatto con sostanze chimiche possono deteriorare il materiale e ridurne la resistenza.
I guanti in nitrile monouso, comunemente utilizzati in ambito sanitario, chimico e industriale, richiedono una corretta gestione dello smaltimento. Se impiegati per attività generiche e non contaminati da sostanze pericolose, possono essere conferiti nel secco/indifferenziato secondo le regole comunali. Al contrario, quando vengono utilizzati in ambienti professionali a rischio e sono entrati in contatto con sostanze chimiche, agenti biologici o materiali tossici, devono essere smaltiti come rifiuti speciali. Il nitrile è un materiale sintetico molto resistente e non biodegradabile: una gestione adeguata ne riduce l’impatto ambientale.
Quando si scelgono i guanti monouso, il materiale fa davvero la differenza.
I guanti in nitrile sono una scelta molto versatile: resistono bene a sostanze chimiche, oli e grassi, non contengono lattice naturale e quindi sono ideali per chi soffre di allergie. Sono robusti, pratici e adatti sia in laboratorio che in ambito industriale o alimentare.
Il lattice resta imbattibile per elasticità e sensibilità tattile. Si adatta perfettamente alla mano, offrendo comfort e precisione nei lavori di dettaglio, soprattutto in campo sanitario. Il punto debole è il rischio di allergie, per cui non sempre è consigliato.
Il vinile è la soluzione più economica: facile da indossare e adatto a lavori brevi e poco rischiosi, come pulizie leggere o servizio alimentare. È però meno resistente e più rigido, quindi non adatto ad attività intensive o con sostanze aggressive.
I guanti monouso destinati all’uso in laboratorio devono rispettare requisiti molto precisi per garantire una protezione reale da sostanze chimiche e agenti biologici. Tra questi requisiti, la norma EN 374 è il riferimento europeo più importante.
La norma EN 374 stabilisce i criteri di progettazione e test per tutti i guanti classificati come DPI di protezione chimica e microbiologica. Questo significa che un guanto con marchiatura EN 374 ha superato test di permeazione (cioè il tempo necessario a una sostanza chimica per attraversare il materiale del guanto) e penetrazione (la capacità di impedire il passaggio di sostanze attraverso cuciture, microfori o difetti). Nei laboratori, dove si manipolano reagenti, solventi e agenti infettivi, questi test sono fondamentali perché garantiscono un livello di sicurezza reale e non solo teorico.
Oltre alla protezione chimica, la norma EN 374 prevede anche test per verificare l’efficacia contro microrganismi e virus. I guanti che riportano il pittogramma specifico hanno dimostrato di offrire una barriera affidabile contro contaminazioni biologiche, rendendoli indispensabili in laboratori di microbiologia, ricerca medica e settori industriali ad alto rischio.
La scelta del guanto deve basarsi anche sulla scheda di permeazione, un documento fornito dal produttore che indica con precisione quanto tempo il guanto può resistere a specifiche sostanze. Questo aiuta i tecnici e gli operatori di laboratorio a selezionare il guanto più adatto non solo in base al materiale (nitrile, lattice o altri polimeri), ma anche in base al tipo di chimico che si manipola.
In sintesi, un guanto conforme alla EN 374 non è solo un prodotto certificato, ma una garanzia di sicurezza costruita su test rigorosi, progettata per proteggere mani e pelle da esposizioni pericolose. In laboratorio, questa norma è il punto di partenza per lavorare in sicurezza: ignorarla significa esporsi a rischi evitabili.
La EN 455 è una norma tecnica europea che stabilisce i requisiti e i metodi di prova per i guanti medicali monouso. È un riferimento fondamentale per tutti i guanti utilizzati in ambito sanitario – ospedali, laboratori, cliniche – perché garantisce che offrano una protezione adeguata sia all’operatore sia al paziente.
Questa norma è composta da più parti che coprono aspetti diversi della qualità e della sicurezza:
In poche parole, la norma EN 455 certifica che i guanti medicali monouso siano impermeabili, resistenti, sicuri per la pelle e tracciabili. È quindi una garanzia di qualità per chi lavora in contesti sanitari o di laboratorio, dove l’uso corretto di dispositivi di protezione è essenziale per prevenire contaminazioni e infezioni. Per approfondire.
Quando si lavora a contatto con il cibo, i guanti non sono solo una misura di igiene, ma un vero strumento di sicurezza alimentare. La loro funzione è duplice: proteggere l’alimento da possibili contaminazioni provenienti dalle mani dell’operatore e, allo stesso tempo, proteggere la pelle da ingredienti che potrebbero causare irritazioni o allergie.
Per essere adatti all’uso alimentare, i guanti devono riportare il simbolo del bicchiere e della forchetta, che certifica che il materiale è sicuro a contatto con alimenti. Questa marcatura non è solo un dettaglio estetico, ma un requisito fondamentale che garantisce il rispetto delle normative sulla sicurezza alimentare.
Il nitrile è oggi il materiale più consigliato perché offre un’ottima resistenza a oli, grassi e ingredienti aggressivi, oltre a ridurre il rischio di allergie rispetto al lattice. Anche il vinile è ampiamente usato in questo settore, soprattutto per attività di breve durata o a basso rischio: è economico, ipoallergenico e facile da indossare, anche se meno resistente rispetto al nitrile.
È sempre meglio scegliere guanti senza polvere per evitare che particelle indesiderate finiscano negli alimenti, specialmente in contesti di ristorazione professionale o industria alimentare. I guanti devono essere scelti anche in base alle caratteristiche degli alimenti trattati: ad esempio, per prodotti grassi o oleosi è preferibile il nitrile, che garantisce una protezione più duratura e stabile.
In sintesi, i guanti per alimenti devono offrire sicurezza, igiene e comfort. Scegliere materiali di qualità e prodotti certificati non solo protegge il consumatore, ma semplifica il lavoro degli operatori, migliorando la gestione degli alimenti e riducendo il rischio di contaminazioni.
La scelta tra guanti con o senza polvere può sembrare un dettaglio, ma influisce molto su comfort, sicurezza e igiene.
I guanti con polvere sono stati a lungo i più comuni perché risultano facili da indossare e sfilare: la polvere, di solito amido di mais trattato, evita che i guanti si incollino tra loro e assorbe l’umidità delle mani. Tuttavia, questa stessa polvere può diventare un problema: può provocare irritazioni cutanee, aumentare il rischio di allergie e contaminare alimenti o superfici, rendendoli meno adatti ad ambienti sterili o di manipolazione alimentare.
I guanti senza polvere, invece, sono progettati per ridurre questi rischi. Richiedono tecniche di produzione più avanzate, come trattamenti interni che li rendono lisci e facili da indossare anche senza polvere. Sono oggi lo standard in ambito sanitario, industria alimentare e in tutti i contesti dove la contaminazione deve essere ridotta al minimo.
In pratica, i guanti con polvere restano comodi per attività rapide e informali, ma in contesti professionali dove contano sicurezza, igiene e salute della pelle, i guanti senza polvere sono la scelta più sicura e consigliata.
I guanti senza acceleranti non contengono sostanze chimiche (come tiurami e carbammati) utilizzate nella vulcanizzazione della gomma. Sono particolarmente indicati per persone con dermatiti o allergie da contatto
Il lattice naturale è molto diffuso nella produzione di guanti grazie alla sua elasticità e sensibilità, ma può causare reazioni allergiche in alcune persone. I sintomi più comuni sono arrossamenti, prurito o irritazioni della pelle; raramente possono comparire sintomi più fastidiosi come gonfiore o problemi respiratori.
Per ridurre i rischi, oggi molti ambienti di lavoro preferiscono guanti “latex-free”, optando per materiali alternativi come nitrile o vinile, che sono più sicuri per chi è sensibile.
Molti guanti in lattice o nitrile sul mercato contengono acceleranti chimici – come tiurami o carbammati – usati per rendere il materiale elastico e resistente. In alcune persone queste sostanze possono provocare piccole irritazioni o dermatiti da contatto, soprattutto con uso prolungato.
La maggior parte dei nostri guanti, invece, sono realizzati senza acceleranti: una scelta che garantisce maggiore sicurezza per la pelle, riduce il rischio di reazioni allergiche e assicura comunque comfort e resistenza. Questa caratteristica li rende ideali anche per chi ha una pelle sensibile o lavora a lungo con i guanti.
Indossare un guanto della taglia corretta non è solo una questione di comfort: fa la differenza anche in termini di sicurezza, precisione e resistenza del guanto stesso. Un guanto troppo stretto può rompersi facilmente o causare fastidio alle mani durante il lavoro, mentre uno troppo largo riduce la sensibilità tattile e può scivolare, compromettendo la presa sugli oggetti.
Per scegliere la misura giusta, è utile misurare l’ampiezza del palmo della mano, da un lato all’altro, e confrontare il risultato con la tabella delle taglie fornita dal produttore. La maggior parte dei guanti monouso è disponibile nelle taglie XS, S, M, L e XL, e ogni produttore fornisce una guida chiara per individuare la misura ideale.
Oltre alla taglia, è importante valutare anche il design: molti guanti monouso sono ambidestri e si adattano indistintamente a entrambe le mani, mentre altri, pensati per lavori di precisione, hanno una forma anatomicamente preformata, che migliora la vestibilità e riduce l’affaticamento.
Scegliere la misura corretta significa quindi lavorare più comodamente, con movimenti naturali e sicuri, aumentando anche la durata del guanto e il livello di protezione.
I guanti sterili e non sterili rispondono a esigenze diverse e la loro scelta dipende dal livello di protezione richiesto.
I guanti sterili sono sterilizzati per eliminare qualsiasi microrganismo e vengono confezionati in buste singole contenenti un paio di guanti. A differenza dei guanti non sterili, hanno una forma anatomica preformata, con mano destra e sinistra distinte, per garantire maggiore comfort e precisione nei movimenti. Sono indispensabili in sala operatoria, in procedure invasive o attività che richiedono massima igiene e sicurezza.
I guanti non sterili, invece, non subiscono un processo di sterilizzazione ma offrono comunque una barriera protettiva affidabile per attività di routine come esami, medicazioni, pulizia o assistenza standard. Sono generalmente ambidestri, venduti in confezioni multiple sfuse e progettati per cambi frequenti.
Per semplificare la scelta, ogni confezione riporta sempre un pittogramma chiaro:
Il simbolo “STERILE” indica guanti sterilizzati e anatomici.
L’assenza di questo simbolo o la dicitura “NON STERILE” segnala che i guanti non sono sterilizzati (e non sterilizzabili) e sono ambidestri.
L’indossamento dei guanti sterili richiede una tecnica precisa:
I guanti di sicurezza devono essere selezionati in base ai rischi reali dell’attività lavorativa. Ogni guanto deve riportare il pittogramma di protezione e la categoria DPI (I, II o III) per aiutare l’operatore a scegliere facilmente il modello giusto.
Ecco le principali tipologie:
Sintesi: Il guanto di sicurezza deve unire resistenza, comfort e protezione mirata: il modello giusto non solo protegge, ma migliora efficienza e sicurezza sul lavoro.
I guanti in cotone rappresentano una soluzione pratica e versatile per molte attività lavorative. Sono leggeri, traspiranti e offrono protezione di base contro sfregamenti e irritazioni cutanee. Vengono spesso indossati sotto altri guanti per aumentare il comfort, specialmente quando si utilizzano dispositivi di protezione chimici o in lattice/nitrile per molte ore. Sono ideali anche per la manipolazione di oggetti delicati, come componenti elettronici o gioielli, e sono riutilizzabili grazie alla possibilità di essere lavati.
La scelta dei guanti da lavoro non è mai taglia unica: ogni attività richiede materiali e modelli specifici per garantire protezione, comfort e precisione. Scegliere bene significa ridurre il rischio di infortuni e allo stesso tempo lavorare meglio e più a lungo senza affaticare le mani.
Consiglio pratico: Parti sempre dal tipo di rischio:
Un guanto scelto bene aumenta sicurezza e produttività, garantendo la giusta combinazione di protezione e comfort.
Quando si parla di guanti da lavoro in pelle, spesso ci si riferisce a due materiali principali: pelle fiore e pelle crosta. Entrambi provengono dalla lavorazione della pelle bovina, ma la parte del cuoio utilizzata e i processi di trattamento danno origine a caratteristiche e prestazioni molto diverse. Conoscere queste differenze è importante per scegliere il guanto giusto in base al tipo di lavoro e al livello di protezione richiesto.
La pelle fiore è considerata la parte più nobile della pelle. Si tratta dello strato esterno, quello che originariamente era esposto all’ambiente e che, grazie alla sua struttura compatta, risulta particolarmente liscio, uniforme e resistente. I guanti in pelle fiore sono morbidi al tatto, molto flessibili e offrono un’ottima sensibilità tattile, caratteristiche che li rendono ideali per attività che richiedono precisione e destrezza, come la manutenzione meccanica, il settore automotive o i lavori di montaggio leggero. Il loro aspetto è più rifinito e gradevole, ma questo tipo di pelle è anche più costoso e tende a irrigidirsi se esposto all’umidità, quindi è bene prendersene cura.
La pelle crosta, invece, deriva dagli strati inferiori della pelle. Dopo che lo strato esterno è stato separato per ottenere il fiore, il resto del materiale viene lavorato per diventare crosta. Questo processo produce una pelle con una texture più ruvida e fibrosa, ma anche molto robusta. I guanti in pelle crosta sono generalmente più spessi, resistono meglio all’abrasione, al calore moderato e all’usura, ma sacrificano parte del comfort e della sensibilità tattile. Sono perfetti per lavori pesanti come carpenteria, edilizia, movimentazione di materiali o saldature ad alta intensità. Inoltre, hanno un costo inferiore, rendendoli una scelta pratica per ambienti di lavoro dove i guanti subiscono forte stress e devono essere sostituiti più spesso.
I guanti in pelle crosta sono progettati per resistere ad abrasioni, tagli e calore moderato. Sono utilizzati in settori come carpenteria, edilizia e saldatura leggera, dove la protezione delle mani è prioritaria. Spesso dotati di rinforzi o fodere interne, offrono comfort anche durante utilizzi prolungati. Sono certificati CE e rientrano nei DPI di categoria II.
Non esiste un guanto “universale” in assoluto: la resistenza dipende dal tipo di rischio che deve affrontare. I guanti più robusti sono studiati per specifiche esigenze di protezione:
In sintesi: I guanti più resistenti sono quelli che rispondono meglio a un rischio specifico. La scelta giusta dipende dall’attività: un guanto progettato per taglio sarà diverso da uno pensato per calore o sostanze chimiche, ma tutti devono essere certificati e confortevoli per garantire sicurezza e produttività.
Non tutte le tute da lavoro sono considerate dispositivi di protezione individuale. Le tute certificate DPI, invece, sono progettate per offrire una protezione reale contro rischi specifici (chimici, biologici, elettrici, meccanici o atmosferici) e devono essere marcate CE e conformi alle norme tecniche di riferimento (ad esempio EN 14605 per protezione contro sostanze chimiche o EN 14126 per protezione biologica). Per approfondire.
Un dispositivo medico deve sempre riportare la marcatura CE, che garantisce che il prodotto sia stato realizzato seguendo i rigorosi standard di sicurezza, qualità e tracciabilità previsti dalla normativa europea. La presenza del marchio CE non è solo un simbolo grafico: è la prova che il dispositivo è stato sottoposto a valutazioni tecniche, controlli di conformità e procedure di sorveglianza sul mercato, assicurando che sia sicuro per operatori e pazienti.
Dal 2025 è entrato in vigore anche il sistema di Identificazione Unica del Dispositivo (UDI), un codice che comparirà su ogni confezione per permettere la tracciabilità completa del prodotto, dalla produzione all’utilizzo. Questo sistema renderà più semplice rintracciare eventuali problemi, ritiri o aggiornamenti di sicurezza, rafforzando la tutela di operatori e pazienti.
In sintesi, per essere considerato certificato, un dispositivo medico deve:
Questo insieme di certificazioni e informazioni permette di garantire sicurezza, qualità e trasparenza lungo tutto il ciclo di vita del dispositivo.
Nel 2025 resta invariata la possibilità di detrazione fiscale per dispositivi medici acquistati da strutture sanitarie, aziende e professionisti del settore. La detrazione si applica ai prodotti acquistati con fattura o scontrino parlante, che deve riportare:
Sono detraibili, ad esempio:
Per le aziende questo significa ottimizzare i costi di approvvigionamento: mantenere documentazione fiscale chiara e verificare la presenza della dicitura “Dispositivo Medico CE” permette di accedere ai benefici fiscali e semplificare i processi contabili.
Un consiglio: Centralizzare gli acquisti tramite fornitori certificati come Med Consulting srl riduce errori di fatturazione e garantisce conformità normativa, specialmente visto il recente obbligo di UDI (Identificazione Unica del Dispositivo) per la tracciabilità completa.
I DPI obbligatori cambiano in base al settore e al tipo di rischio. In generale, rientrano tra i più comuni:
L’obiettivo è proteggere da rischi meccanici, chimici, biologici, elettrici, cadute e rumore: per questo è essenziale scegliere DPI certificati e adatti al contesto di lavoro
Secondo la normativa europea, i DPI sono suddivisi in tre categorie:
Categoria I – Rischi minimi
Protezione da rischi lievi, in grado di non causare danni permanenti.
Esempi: guanti da giardinaggio, occhiali da sole, indumenti contro pioggia leggera o polvere non pericolosa.
Categoria II – Rischi intermedi
Protezione da rischi significativi, ma non mortali. Richiede certificazione CE da un organismo notificato.
Esempi: caschi di protezione, scarpe antinfortunistiche, guanti antitaglio, tute per lavori meccanici.
Categoria III – Rischi gravi o mortali
Protezione contro rischi che possono causare lesioni gravi o morte.
Include DPI progettati per protezione contro agenti chimici, biologici, elettrici o cadute dall’alto.
Esempi: tute chimico-resistenti, dispositivi anticaduta, DPI per ambienti tossici, respiratori isolanti. ).
Per approfondire.
Ogni settore lavorativo ha rischi specifici e per questo richiede DPI dedicati: scegliere i dispositivi giusti significa non solo rispettare la normativa, ma soprattutto proteggere davvero operatori e clienti.
Edilizia
In edilizia, i lavoratori affrontano rischi meccanici, cadute dall’alto, rumore e polveri. I DPI fondamentali che VAM produce includono:
Industria
Nell’industria, le esigenze variano molto in base al settore (chimico, metalmeccanico, elettronico):
Cleaning e sanificazione
Operatori del cleaning e delle pulizie industriali lavorano con detergenti aggressivi e disinfettanti:
Ho.Re.Ca. (Hotel, Ristorazione, Catering)
In questo settore la priorità è igiene e sicurezza alimentare:
Automotive
Officine e carrozzerie richiedono DPI resistenti a oli, solventi, tagli e calore:
Beauty, estetica e tattoo
Qui conta la sicurezza reciproca tra operatore e cliente:
Logistica e magazzino
Nella logistica i rischi sono legati a movimentazione carichi e urti:
Ogni settore ha una “dotazione minima” di DPI, ma è essenziale valutare i rischi reali del luogo di lavoro e scegliere prodotti certificati e confortevoli per favorirne l’uso costante. Il catalogo VAM, ad esempio, propone soluzioni dedicate a ciascun ambiente professionale, con guanti, calzature, occhiali, mascherine e abbigliamento tecnico studiati per esigenze specifiche.
La saldatura è un’attività ad alto rischio, che espone a calore, scintille, radiazioni UV, fumi e schegge incandescenti. Per questo motivo servono DPI specifici e certificati, progettati per proteggere ogni parte del corpo.
I principali dispositivi VAM sono:
Un set di DPI completo non solo riduce il rischio di ustioni e lesioni oculari, ma contribuisce anche a una postura più sicura e a lavorare più a lungo senza affaticamento.
Non esiste un materiale migliore in assoluto: ogni DPI deve essere scelto in base al tipo di rischio, alla durata d’uso e al comfort richiesto. Un Consiglio però potrebbe essere: