REGOLAMENTO (UE) 2016/425

DPI (DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE)

Il regolamento Europeo (UE) 2016/425 definisce i requisiti fondamentali dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) al fine di garantire la massima sicurezza per coloro che li usano. L’obiettivo di tale regolamento è garantire un ambiente di lavoro sicuro agli utilizzatori dei DPI e alla salute pubblica.

Il Regolamento Europeo (UE) 2016/425 (che ha abrogato e sostituito ad Aprile 2018 la precedente Direttiva 89/686/ CEE sui Dispositivi di Protezione Individuale) prevede che tutti i DPI debbano essere marcati in funzione della loro categoria di riferimento. La marcatura può comparire direttamente sul DPI o, se questo fosse problematico, sulla confezione con simbologie e indicazioni relative ai livelli di prestazione e alle caratteristiche del guanto.

CATEGORIA I – Rischi minimi
Adempimenti richiesti al fabbricante
Autocertificazione

CATEGORIA II – Rischi di livello intermedio
Certificazione da organismo certificato accreditato

CATEGORIA III – Rischi irreversibili o mortali
Certificazione da organismo certificato accreditato, verifica da parte terza del processo produttivo e di idoneità dei guanti.
Indicazione organismo certificato accreditato a fianco del CE (es. 0123)

COME SI LEGGONO I PITTOGRAMMI

La conformità alle norme che seguono si esplica con l’applicazione di un pittogramma sul guanto e/o sulla confezione che riporta il numero della norma e i risultati dei test indicate nelle norme stesse.

GUANTI

NORMA EN ISO 21420:2020

La norma definisce i requisiti generali e i corrispondenti test di prova per la progettazione e la fabbricazione dei guanti, la resistenza dei materiali alla penetrazione dell’acqua, l’innocuità, il comfort e l’efficienza, la marcatura e le informazioni fornite dal fabbricante relative ai guanti di protezione.
I più importanti aggiornamenti della norma EN ISO 21420:2020 sono:

  1. Nuovo limite di DMF (dimethylformamide) 0,1% peso/peso
  2. Contenuto di Cromo VI = 3mg/kg per i guanti in pelle (Metodo EN 17075)
  3. Obbligo di fornire informazioni sulle sostanze allergiche
  4. Tracciabilità dei guanti (numero di lotto / batch)
  5. Introduzione di un nuovo pittogramma per le proprietà elettrostatiche (EN 16350)
GUANTI MONOUSO E RIUTILIZZABILI

EN ISO 374-1:2016/A1:2018 - Protezione chimica

Specifica la terminologia ed i requisiti prestazionali dei guanti destinati a proteggere l’utilizzatore contro i prodotti chimici pericolosi. Essa deve essere utilizzata unitamente alla UNI EN 420. La norma non specifica i requisiti per la protezione contro i pericoli meccanici.

TYPE A

Durata di permeazione ≥ 30 min per almeno 6 prodotti chimici dell’elenco illustrato nella normativa (EN 16523-1)

Esempio
EN ISO 374-1:2016 + A1:2018/TYPE A
chemicals JKLMPT

TYPE B

Resistenza alla penetrazione EN 374-2. Durata di permeazione ≥ 30 min per almeno 3 prodotti chimici dell’elenco illustrato nella normativa (EN 16523-1)

Esempio
EN ISO 374-1:2016 + A1:2018/TYPE B
chemicals KPT

TYPE C

Resistenza alla penetrazione EN 374-2. Durata di permeazione ≥ 10 min per almeno 1 prodotto chimico dell’elenco illustrato nella normativa (EN 16523-1)

Esempio
EN ISO 374-1:2016 + A1:2018/TYPE C
chemicals K
CODICE LETTERAN. CASCLASSE
A Metanolo67-56-1Alcol primario
B Acetone67-64-1Chetoni
C Acetonitrile75-05-8Composto di nitrile
D Diclorometano75-09-2Idrocarburo clorurato
E Solfuro di carbonio75-15-0Zolfo contenente composto organico
F Toluene108-8Idrocarburo aromatico
G Dietilammina109-89-7Ammino
H Tetraidrofurano109-99-9Composto eterociclico
I Acetato di etile141-78-6Estere
CODICE LETTERAN. CASCLASSE
J n-Eptano142-8-5Idrocarburo saturo
K Sodio idrossido 40%1310-73-2Base inorganica
L Acido solforico 96%7664-93-98-3Acido minerale inorganico ossidante
M Acido nitrico 65%7697-37-2Acido minerale inorganico ossidante
N Acido acetico 99%64-19-7Acido inorganico
O Ammoniaca 25%1336-21-6Base inorganica
P Perossido di idrogeno 30%7722-84-1Perossido
S Acido fluoridrico 40%7664-39-3Acido minerale inorganico
T Formaldeide 37%50-00-0Aldeide
GUANTI DA LAVORO

EN 388:2016 + A1:2018 - Protezione meccanica

La protezione contro i rischi meccanici è espressa da un pittogramma seguito da 4 numeri i quali rappresentano i livelli di protezione contro uno specifico rischio e da 2 lettere. La lettera in quinta posizione corrisponde al livello di resistenza al taglio secondo la norma ISO 13997. L’ultima lettera “P” indica se il guanto ha superato il test secondo la norma EN 13594:2015 ed indica una protezione agli urti sulle articolazioni e le dita.

Esempio
EN 388:2016+A1:2018
1 2 3 4 C

C Resistenza al taglio ISO 13997:1999 da A a F
(X se non applicabile)

1 Resistenza all’abrasione da 1 a 4

2 Resistenza al taglio Couptest da 1 a 5

3 Resistenza allo strappo da 1 a 4

4 Resistenza alla perforazione da 1 a 4

RESISTENZA
XABCDEF
newtonnon testato2510152230
LIVELLO DI PRESTAZIONE
X12345
newtonnon testato2060100150
newtonnon testato10255075
numeronon testato1.22.55.010.020.0
ciclinon testato10050020008000

EN 407:2020 - Protezione dal calore

La norma specifica requisiti, metodi di prova, informazioni da fornire e marcatura dei guanti di protezione e di altri dispositivi di protezione delle mani contro calore e/o fuoco. La protezione contro il calore e/o il fuoco è espressa da uno dei seguenti pittogrammi seguiti da 6 numeri i quali rappresentano i livelli di protezione contro uno specifico rischio.

Se il prodotto non raggiunge un livello di prestazioni di propagazione della fiamma limitato.

Se il prodotto raggiunge un livello di prestazioni di propagazione della fiamma limitato (almeno livello 1).

MARCATUREDESCRIZIONECRITERIOLIVELLO
1234
APropagazione limitata della fiammaTempo post fiamma (s)≤15≤10≤3≤2
Tempo post incandescenza (s)/≤120≤25≤5
BCalore per contattoTemperatura di contatto Tc (°C)100250350500
Tempo di soglia Ts (s)≤15≤15≤15≤15
CCalore convettivoIndice di trasferimento del calore HTI (s)≤4≤7≤10≤18
DCalore radianteTrasferimento di calore t24 (s)≤7≤20≤50≤95
EPiccoli spruzzi di metalloTrasferimento di calore t24 (s)≤10≤15≤25≤35
FGrandi proiezioni di metallo fusoFerro fuso (g)3060120200
ABBIGLIAMENTO DA SALDATURA

EN ISO 11611:2015 - Protezione per la saldatura

Gli indumenti di protezione per la saldatura e i procedimenti connessi in base alla norma EN ISO 11611 proteggono il portatore da piccoli schizzi di metallo, dal contatto per breve tempo con le fiamme e dal calore irradiato dall’arco elettrico. Gli indumenti possono essere adatti per persone durante i lavori di saldatura e i procedimenti connessi, nei quali possono sussistere gli stessi pericoli. L’azione protettiva è svolta da un tessuto ignifugo in abbinamento a determinate caratteristiche di lavorazione, che vengono definite dalla norma EN ISO 11611. Un criterio di prova per la classificazione come indumenti di protezione per la saldatura è la propagazione della fiamma limitata. Qui viene valutato il comportamento al fuoco del tessuto dopo lo sviluppo di una piccola fiamma verticale.

Classe 1 (inferiore): Protezione da lavori di saldatura poco rischiosi, nonché da situazioni con una ridotta quantità di schizzi di saldatura e un ridotto calore irradiato; almeno 15 gocce di metallo fuso e indice di trasmissione del calore RHTI 24 ≥ 7 s

Classe 2 (superiore): Protezione da lavori di saldatura rischiosi, nonché da situazioni con molti schizzi di saldatura ed elevato calore irradiato; almeno 25 gocce di metallo fuso e indice di trasmissione del calore RHTI 24 ≥ 16 s

TUTE MONOUSO

EN 13688:2013 - Requisiti generali degli indumenti di protezione

La norma EN ISO 13688 specifica i requisiti prestazionali generali per ergonomia, innocuità, designazione delle taglie, invecchiamento, compatibilità e marcatura degli indumenti di protezione e le informazioni che devono essere fornite dal fabbricante con l’indumento di protezione.

I requisiti d’innocuità sono:

Tenore di Cromo VI: massimo < 3 mg/kg
Cessione di Nichel: massimo < 0.5 µg/cm2 alla settimana per tutti i materiali metallici a contatto diretto e prolungato con la pelle (es. borchie, accessori).
Valore del pH: compreso tra 3.5 e 9.5
Solidità del colore al sudore: almeno Indice 4 della scala dei grigi
Rilascio di ammine aromatiche cancerogene < 30 mg/kg

EN 1149-5:2008 - Proprietà elettrostatiche

La norma EN 1149 specifica un metodo di prova per materiali destinati ad essere utilizzati nella fabbricazione di indumenti o guanti di protezione che dissipano cariche elettrostatiche con la finalità di evitare scariche che possano innescare incendi. Il metodo non si applica ai materiali utilizzati nella fabbricazione di indumenti o guanti di protezione contro normali tensioni elettriche.

Le norme integrative ne specificano i metodi di prova da adottare sono:

EN 1149-1: Per evitare scariche che possano innescare incendi, è stata realizzata questa normativa in base alla quale viene specificato un metodo di prova per i materiali destinati per la fabbricazione di indumenti (o guanti) di protezione che dissipano cariche elettrostatiche. Il metodo non si applica ai materiali utilizzati nella fabbricazione di indumenti o guanti di protezione contro normali tensioni elettriche.
EN 1149-2: A misurare la resistenza elettrica verticale dei materiali di cui si compongono gli indumenti di protezione. La norma non è applicabile per la protezione contro la tensione di rete.
EN 1149-3: A specificare i metodi per misurare la dissipazione delle cariche elettrostatiche dalle superfici dei materiali per i capi di abbigliamento.

La norma EN 1149-5 specifica i requisiti che devono avere il materiale e la progettazione per gli indumenti di protezione che dissipano le cariche elettrostatiche, utilizzati come parte di un sistema di messa a terra totale per evitare scariche che possano innescare incendi. Questi requisiti possono risultare insufficienti in atmosfere infiammabili arricchite di ossigeno. Non si applica ai guanti o alle calzature di protezione che dissipano le cariche elettrostatiche, che sono separati e non costituiscono parte integrante degli indumenti e non si applica per la protezione contro la tensione di rete.

La parti del corpo non coperte da questi indumenti devono essere protette in altro modo. L’indumento deve essere abbottonato o allacciato durante l’uso. Il portatore di indumenti di protezione antistatici deve mettersi adeguatamente a terra. La resistenza fra il portatore e il suolo deve essere inferiore a 108 W, utilizzando eventualmente apposite calzature. È vietato aprire o togliersi gli indumenti di protezione antistatici nelle vicinanze di gas infiammabili o esplosivi, né mentre si movimentano sostanze infiammabili o esplosive.

EN 14126:2003 - Protezione contro gli Agenti Infettivi

Requisiti prestazionali e metodi di prova per gli indumenti di protezione contro gli agenti infettivi.
Indumenti che provvedono alla protezione del corpo in ambienti in cui la valutazione dei rischi evidenzia la presenza e la possibilità di contatto della pelle con agenti biologici pericolosi quali ad esempio virus, batteri, funghi, ecc.

Gli indumenti di protezione conformi alla EN 14126 devono fornire una barriera efficace contro agenti infettivi come batteri, virus e altri microorganismi. Devono essere progettati per prevenire la penetrazione di liquidi contaminati e particelle aerotrasportate. Gli indumenti sono testati per garantire che offrano il livello di protezione necessario, mantenendo al contempo un adeguato comfort e facilità di movimento per l’utente.

Requisiti della Norma
La norma EN 14126 include diversi requisiti chiave per gli indumenti di protezione:
Resistenza alla penetrazione di liquidi infetti.
Resistenza alla penetrazione di aerosol infetti.
Resistenza alla penetrazione di particelle secchi infetti.
Resistenza alla penetrazione di sangue sintetico.

Metodi di Prova e Valori

Gli indumenti sono sottoposti a una serie di test rigorosi per valutare la loro capacità di proteggere contro agenti infettivi. Ecco una descrizione dettagliata dei principali metodi di prova:

Test di Penetrazione di Liquidi Contaminati (ISO 16603 e ISO 16604)
ISO 16603: Determina la resistenza degli indumenti alla penetrazione di sangue sintetico sotto diverse pressioni.
Valori di resistenza: Gli indumenti sono classificati in base alla pressione a cui resistono senza penetrazione (es. 1.75 kPa, 3.5 kPa, 7 kPa, ecc.).
ISO 16604: Simile a ISO 16603, ma utilizza un virus batteriofago per testare la resistenza virale.
Valori di resistenza: Classificazione simile basata su pressione (es. 14 kPa, 20 kPa, 35 kPa, ecc.).

Test di Penetrazione di Aerosol Contaminati (ISO/DIS 22611)
Misura la capacità del materiale di resistere alla penetrazione di aerosol contenenti microorganismi.
Valori di resistenza: Misurazione del tempo e quantità di aerosol penetrato.

Test di Penetrazione di Particelle Secche Contaminate (ISO 22612)
Valuta la resistenza alla penetrazione di particelle di polvere contaminata.
Valori di resistenza: Numero di particelle che attraversano il materiale.

Test di Resistenza alla Penetrazione di Sangue Sintetico (ISO 16603)
Specifica i requisiti di resistenza alla penetrazione di sangue sintetico.
Valori di resistenza: Pressione a cui il sangue sintetico non penetra (es. 20 kPa, 30 kPa).

EN 1073-2:2002 - Protezione contro la contaminazione radioattiva

La norma EN 1073-2 specifica i requisiti e i metodi di prova per gli indumenti di protezione destinati a proteggere il corpo da particelle radioattive. Questa norma non copre la protezione contro le radiazioni ionizzanti, che è oggetto di altre normative specifiche. Gli indumenti conformi a EN 1073-2 sono utilizzati principalmente in ambienti dove c’è il rischio di contaminazione radioattiva, come impianti nucleari, laboratori di ricerca e settori industriali specifici.

I metodi di prova per la norma EN 1073-2 includono vari test progettati per valutare l’efficacia degli indumenti contro la penetrazione di particelle radioattive e garantire che offrano una protezione adeguata in diverse condizioni operative. Ecco una descrizione dettagliata dei principali metodi di prova:

Resistenza alla penetrazione delle particelle:
Metodo: Gli indumenti vengono sottoposti a un flusso di aerosol contenente particelle radioattive in una camera di prova. La concentrazione delle particelle viene misurata sia all’interno che all’esterno dell’indumento.
Valori: Viene calcolato il Fattore di Protezione Nominale (NPF) come rapporto tra la concentrazione di particelle all’esterno e all’interno dell’indumento. I livelli di protezione sono classificati come segue:
Classe 1: NPF ≥ 5
Classe 2: NPF ≥ 50
Resistenza alla penetrazione del liquido:
Metodo: Gli indumenti sono esposti a spruzzi di liquidi contenenti particelle radioattive. La quantità di liquido che penetra l’indumento viene misurata.
Valori: I risultati sono espressi in termini di massa di liquido penetrato per unità di superficie (mg/cm²). I livelli di prestazione sono definiti in base alla quantità di penetrazione rilevata.
Durata e resistenza del materiale:
Metodo: Vengono effettuati test di trazione, lacerazione e abrasione per valutare la robustezza del materiale dell’indumento.
Valori: Le prestazioni sono misurate in termini di forza di trazione (N), resistenza alla lacerazione (N) e resistenza all’abrasione (cicli).
Conformità ergonomica e comfort:
Metodo: Valutazioni pratiche indossando gli indumenti in condizioni simulate per testare la facilità di movimento, la vestibilità e il comfort.
Valori: I feedback sono raccolti tramite questionari e misurazioni oggettive delle limitazioni dei movimenti.

EN 13034:2005 - TIPO 6-6B Protezione chimica da sostanze non pericolose

La norma europea EN 13034 specifica i requisiti minimi per gli indumenti di protezione chimica di tipo 6 e PB6 contro sostanze chimiche liquide non pericolose. I DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) conformi alla norma EN 13034 costituiscono il più basso livello di protezione chimica, poiché hanno lo scopo di proteggere i lavoratori esposti a leggeri spruzzi, aerosol liquidi o spruzzi leggeri di sostanze chimiche.

I DPI EN 13034 forniscono una protezione limitata e sono adatti in aree in cui il rischio di esposizione a sostanze chimiche è relativamente basso. Senza protezione, i rischi per la salute dei lavoratori aumenterebbero notevolmente.

Vengono eseguiti vari test per determinare il livello di:

Resistenza meccanica: lacerazione, perforazione, abrasione…
Resistenza alla trazione
Resistenza alla penetrazione di liquidi e repellenza

Tutte le cuciture, le giunzioni e gli assemblaggi vengono testati e controllati sul tessuto e sul prodotto finito. Il tessuto viene testato in vari modi per determinarne la resistenza alla trazione e la resistenza agli agenti chimici. In questi test, 4 soluzioni di sostanze chimiche (H2SO4 30%, NaOH 10%, o-xilene en butan-1-olo) vengono applicate a un campione di tessuto. Le quantità di liquido che gocciolano e che penetrano nel tessuto sono determinate e devono rientrare nelle tolleranze previste dalla norma.

TIPO 6 Requisiti prestazionali per indumenti di protezione chimica che offrono una protezione limitata contro agenti chimici liquidi
TIPO 6B Protezione limitata contro prodotti chimici liquidi + protezione biologica Tipo 6B

EN 13982-1:2004 - TIPO 5-5B Protezione chimica per l'utilizzo contro particelle solide

La norma EN ISO 13982-1 specifica i requisiti minimi per indumenti di protezione contro prodotti chimici resistenti alla penetrazione di particelle solide disperse nell’aria. Questi capi di abbigliamento sono indumenti di protezione per l’intero corpo come le tute intere o in due pezzi a protezione del tronco, braccia e gambe con o senza cappuccio o schermi visivi, con o senza protezione del piede.

TIPO 5 Indumenti di protezione contro le particelle solide
TIPO 5B Protezione contro le polveri (amianto) + protezione biologica Tipo 5B

EN 14605:2005 - TIPO 3B-4B Protezione contro agenti chimici liquidi

Definita con l’obiettivo di stabilire linee guida precise e rigorose per la produzione e la certificazione di indumenti protettivi contro agenti chimici liquidi, la norma EN 14605 si rivolge ai contesti lavorativi in cui la presenza di sostanze pericolose impone l’uso di dispositivi di protezione individuale adeguati. Questa normativa è di fondamentale importanza per le industrie chimiche, farmaceutiche, di trattamento dei rifiuti e per tutte quelle realtà in cui i lavoratori possono essere esposti a liquidi pericolosi o a spruzzi di sostanze potenzialmente dannose.

All’interno della norma vengono stabiliti diversi criteri specifici che riguardano i capi d’abbigliamento, ad esempio sulla loro progettazione e costruzione.
Per gli INDUMENTI DI TIPO 3, a tenuta di liquido, la norma specifica che devono coprire completamente il corpo e avere cuciture saldate o incollate per prevenire la penetrazione di liquidi attraverso le giunture. Possono includere, inoltre, collegamenti a tenuta di liquido, come cappucci, guanti, stivali, visiere o DPI delle vie respiratorie, per una protezione integrata.

D’altra parte, gli INDUMENTI DI TIPO 4 sono progettati per riparare dagli spruzzi di sostanze chimiche, non contro l’esposizione diretta a getti liquidi sotto pressione. La norma impone che le cuciture, le chiusure e i bordi siano realizzati in modo da impedire l’ingresso di spruzzi.

La norma considera anche capi di abbigliamento con protezione parziale del corpo. Pur non fornendo una copertura totale, sono fondamentali per proteggere le aree più esposte ai rischi chimici. Essi rientrano, però, nell’ambito di applicazione della norma EN 13034.
Test di verifica per gli indumenti di protezione contro agenti chimici
Per garantire l’efficacia degli indumenti protettivi, la norma EN 14605 stabilisce procedure di test rigorose. In particolare:
– Jet Test (per tute protettive a tenuta di liquidi – Tipo 3). Il soggetto indossa l’indumento sopra una tuta assorbente. Un liquido marcatore viene poi spruzzato attraverso un getto ad alta pressione. Tale procedura permette di valutare l’efficienza delle cuciture, delle chiusure e dei materiali nella prevenzione dell’ingresso di liquidi. L’esito si basa sull’eventuale presenza di macchie sull’indumento assorbente interno.
– Spray Test (per tute protettive a tenuta di spruzzi – Tipo 4). In questo caso, il liquido marcatore viene nebulizzato su tutto il corpo del soggetto, che indossa l’indumento protettivo sopra una tuta assorbente. Il test mira a simulare condizioni di lavoro dove i liquidi vengono dispersi nell’aria o possono schizzare su parti diverse dell’indumento. Al termine dell’esperimento, si controlla la tuta assorbente interna per individuare eventuali tracce di liquido, valutando così l’efficacia dell’indumento a tenuta di spruzzi.

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